Brand, Marchio, Logo, Monogramma e Pittogramma, quali sono le differenze?

Brand, marchio, logo etc….

In questo articolo vorrei fare un po’ di chiarezza sulle nomenclature utilizzate per identificare le varie tipologie di Loghi.

Le Informazioni che sto per darvi non le ho inventate io chiaramente, ma le ho apprese da un libro davvero interessante di Gaetano Grizzanti: Brand Identikit.

Che cos’è il Brand?

Partiamo dal definire prima di tutto che cos’è un Brand o in Italiano Marca.

Il brand non è il logo ma è l’insieme dei valori che un’azienda, attraverso attività di comunicazione, trasmette al proprio pubblico.

Per fare un esempio pratico possiamo dire che l’aspetto fisico di una persona è il LOGO mentre il carattere è il BRAND.

Che cos’è il Branding?

Il branding è invece un modello di business di costruzione della marca attraverso attività di comunicazione. L’obiettivo del branding è vendere la marca, non il prodotto.

Passiamo adesso nel campo del design e vediamo quali sono le differenze tra i vari nomi.

Il Marchio

Il marchio o brand mark è l’insieme degli elementi visivi che lo rendono unico e differente da altri marchi.

Un marchio può essere formato da più elementi o da un singolo elemento. In particolare questa parola è molto utilizzata in ambito legale o durante la registrazione in camera di commercio. Il cosiddetto marchio registrato.

Il Logotipo

Mentre il logotipo (dal greco: logos=parola + typos=lettera) o più brevemente logo è l’esposizione tipografica di una marca, la parte scritta che possiamo leggere.

Nel campo del graphic design, di solito viene fatta una differenza fra i due: il logo è visto più come il marchio, può essere accompagnato da un simbolo mentre quando si parla di logotipo ci si riferisce maggiormente ad un logo che utilizza principalmente la tipografia per comunicare il proprio design come ad esempio GOOGLE, NASA, VISA, SONY o NUTELLA.

In questo caso di parla anche di marchio parola.

Logotipo Marchio Parola

Emblema

Si parla invece di marchio emblema quando abbiamo un logotipo incastonato in una forma come ad esempio quello di Barilla o IKEA.

Marchio Emblema

Monogramma

Il monogramma invece usa le iniziali del nome usato nel logo per sintetizzarne il contenuto come Louis Vuitton, Dolce e Gabbana o HP.

Monogramma

Pittogramma

In questo caso parliamo del simbolo, della parte iconica che spesso accompagna un logo per aiutarlo a trasmettere maggiore carattere e riconoscibilità.
Un segno stilizzato caratterizzato da semplicità e immediatezza.

Quando si utilizza un pittogramma possiamo avere un ulteriore differenziazione:

Marchio Figurato

Abbiamo un marchio figurato quando il suo pittogramma è chiaramente riconoscibile in natura come ad esempio la mela della Apple, il felino della Puma, o la conchiglia della Shell, il panda del WWF o il coccodrillo de La Coste etc..

Marchio Figurato

Marchio Astratto

Si parla invece di marchio astratto quando non è riconoscibile in natura come lo “swosh” della Nike, il simbolo della Pepsi o Mercedes.

Marchio Astratto

Marchio Illustrato

Parliamo infine un marchio illustrato quando utilizza appunto un’illustrazione come Lamborghini, Strabucks o Mulino Bianco.

Marchio Illustrato

Payoff

Infine abbiamo il Payoff, una frase solitamente posizionata al di sotto del logotipo che da un’informazione in più.

A cosa serve? Aiuta a definire il posizionamento del Brand come ad esempio Think Different della Apple o Just Do It della Nike oppure dove c’è Barilla c’è casa.

Payoff

Condividi questo articolo

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on pinterest
Share on print
Share on email
Roberto Iadanza

Roberto Iadanza

Roberto Iadanza, creative director di IMPRESAIDEA. Progettista grafico mutlidisciplinare, appassionato di marketing e comunicazione. Specialista in Brand Design e Corporate Identity.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *